venerdì 23 dicembre 2016

CASO RAGGI: LA BUFALA DELLE “LISTE DI PROSCRIZIONE” CONTRO I GIORNALISTI.

Ieri sera, a Piazza pulita, si è (finalmente) aperto un dibattito, tra alcuni giornalisti, sul comportamento dei media nei confronti della giunta Raggi. Telese, Rizzo, Rondolino e Lillo hanno tentato, un’ analisi, anche autocritica, sul trattamento mediatico riservato alla sindaca di Roma ed al M5S.Peccato che, a parte qualche onesta valutazione di Telese e di Lillo, peraltro limitata ad alcuni esempi, sia prevalso, inevitabilmente, l’interesse corporativo della categoria.

Una corretta informazione, ma anche una seria discussione, dovrebbe basarsi su una attenta e completa ricostruzione dei fatti, prima ancora di darne una personale, interpretazione. Meccanismi come la manipolazione, amplificazione, distorsione delle notizie, a fini di delegittimazione politica, per interessi di parte o, ancor peggio, l’asservimento ad un sistema di potere non è, semplicemente, informazione. In breve, occorre essere onesti intellettualmente ed obiettivi, per dimostrare di essere davvero giornalisti indipendenti e liberi, al servizio del bene del Paese e dei cittadini

Per farlo anche un minimo di senso auto-critico e, quando si sbaglia, bisognerebbe avere il coraggio di riconoscerlo. Di tutto questo ho visto solo l’ombra nel dibattito da Formigli.C’’è chi, come Rizzo, ha addirittura negato il fatto, ormai evidente, che sia in atto da gran tempo un accanimento, spesso strumentale, senza precedenti contro la Raggi ed il M5S,banalizzandolo semplicisticamente come una inevitabile attenzione ad una forza nuova che aspira a governare il Paese.

Basta leggersi i giornali di questi mesi per constatare e verificare tutte le falsità, insinuazioni, amplificazioni e distorsioni costruite sugli errori, indubbi, di alcune scelte della Raggi , in una realtà, peraltro disastrata e difficile, come quella di Roma. Questi, a mio parere, i nodi di fondo che, nel dibattito, non sono stati
-le vere ragioni politiche di un polverone mediatico che ,a mio parere, ha lo scopo evidente, di far dimenticare i disastri del governo Renzi , di distogliere l’attenzione da fatti corruttivi, ben più gravi,( casi Romeo, Lotti, Sala, ecc.).

-l’intervista, su La 7, di Maurizio Belpietro, secondo il quale questo attacco per altro anticipato da molti osservatori e prevedibile, sarebbe partito da un ordine di Renzi, subito dopo la sconfitta alle amministrative, con un obiettivo chiaro: “colpire la Raggi per dimostrare che i 5 Stelle sono incapaci di governare”.
-il caso Marino, in quanto unico recente evento in parte equiparabile, per l’ intensità degli attacchi mediatici, a quello attuale avendo avuto, guarda la combinazione, la stessa regia
-la tesi, ripetuta come un mantra , dei grillini incapaci di governare, smentita clamorosamente dalle ottime amministrazioni di Torino, Parma, Livorno, di cui non si parla, nonostante le eredità pesanti lasciate dai cosiddetti esperti;

Certo, non deve essere parso vero agli avversari politici del M5S, che gli errori madornali della Raggi fornissero da subito il carburante necessario per l’attacco di delegittimazione programmato ( caso mai non bastasse la legge elettorale che la partitocrazia sta preparando in chiave anti-M5S per le prossime elezioni)ì Di tutto questo e neppure dei tanti esempi delle falsità scritte su alcuni giornali o del linciaggio in diverse trasmissioni televisive, non si è discusso, ieri sera, a Piazza pulita, ma si è introdotto il discorso parlando delle “liste di proscrizione” penta stellate. Un significativo ed emblematico esempio delle distorsioni semantiche, in chiave vittimistica, che alcuni giornalisti usano spesso quando hanno la coda di paglia e,da carnefici, si propongono come vittime per sollecitare la solidarietà della categoria.

Eppure era noto( lo hanno spiegato chiaramente Di Maio e Di Battista più volte) che non è stato il M5S ma il presidente dell’ordine dei giornalisti che ha sollecitato il dettaglio, dunque l’elenco o lista, degli articoli e dei giornalisti oggetto di lamentele da parte delM5S . Gli stessi portavoce penta-stellati hanno ripetuto che c’è rispetto per i giornalisti. Chiedono solo di essere trattati nello stesso modo delle altre forze politiche. Forse Formigli ed altri non ne erano a a conoscenza ? Certo che lo sapevano .Ma allora perché riprendere il falso problema delle “liste di proscrizione”?.


Forse sarebbe anche più corretto, quando si fanno certe analisi e dibattiti, avere la presenza esterna di un contraddittorio, che da Formigli non c’era e che regolarmente non c’è mai quando, nei talk televisivi, si diffondono accuse falsità o pettegolezzi su Raggi eM5S.

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