domenica 15 aprile 2018

COME SALVINI E DI MAIO POTREBBERO USCIRE DALLO STALLO POLITICO





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I post scritti dai lettori
di Angelo Mazzoleni
La mossa del presidente Mattarella, di un mandato esplorativo aMaria Elisabetta Alberti Casellati, mira a verificare se esista la possibilità di un governo tra centrodestra e M5s (o, in subordine, Lega-M5s), ma anche a stanare queste forze politiche.
La Casellati dovrà dare una risposta al presidente della Repubblica entro venerdì, costringendo in tempi strettissimi sia Salvini che Di Maio a decidere in fretta. Se l’esito dell’indagine della presidente del Senato dovesse risultare negativo, si aprirà la strada per un probabile secondo mandato, magari a Roberto Fico, per accertare se sia possibile, in alternativa, la nascita di un governo Pd-M5s o Pd-centrodestra.
In sostanza, i nodi dei veti incrociati e dei ritardi accumulati da Salvini e Di Maio senza prendere iniziative concrete, con incontri faccia a faccia, vengono al pettine. Sia la Lega che il M5s dovranno ora decidere rapidamente se vogliono davvero fare quel governo di cambiamento, chiesto dagli elettori o ammettere un primo fallimento che aprirebbe un altro scenario e un probabile ritorno alle urne.
E’ quel che speravano Renzi e Berlusconi. In modi diversi, stavano entrambi minando il terreno di ogni possibile intesa tra Lega e M5s. Il Pd, infatti, non si era affatto ritirato sull’Aventino per fare opposizione. I renziani si erano semplicemente appollaiati sul quel Colle in attesa di veder passare il cadavere di Di Maio e Salvini giocando di sponda col Cavaliere. Era in fondo il piano iniziale, tramite il Rosatellum, di Renzi e Berlusconi.
Quanto questa loro strategia potrà alla fine trovare spazio, dopo la  pesante sconfitta e contro il volere espresso dagli elettori, dipenderà dalle scelte che faranno, in questi due giorni, Di Maio e, soprattutto, Salvini.
Come noto, i nodi veri da sciogliere per un accordo sono di natura politica: l’ostacolo Berlusconi ed il problema della leadership del governo. Entrambi potrebbero essere superati con un compromesso ragionevole: Salvini liberandosi dalla direzione del Cavaliere (peraltro deleteria per la sua stessa immagine di nuovo leader del centrodestra), Di Maio fornendo al leader leghista garanzie certe di un pari peso nelle decisioni e nella guida del governo.
Lo strumento, già utilizzato in passato, anche se con esiti non positivi, potrebbe essere, a mio parere, quello di una alternanza o staffetta dei due leader alla Presidenza del Consiglio.
Questa mi pare l’unica via perché nasca un governo di cambiamento su questo fronte evitando che si apra l’altro con il Pd. Quest’ultimo scenario sarebbe per il M5s, ma anche per il Paese, peggiore del primo visto che comporterebbe un governo di Di Maio con Renzi e Boschi e dunque con un programma di compromesso assai annacquato, non certo in grado di dare risposte serie ai gravi problemi del Paese.

domenica 18 marzo 2018

COME IL M5S STA GIA’ CAMBIANDO L’ITALIA


In questi giorni, leggendo le analisi di tanti opinionisti sul risultato elettorale  del M5s, inaspettato per molti, compresi tutti i  sondaggisti, ma non per me, ho avuto l’impressione che non ci si sia ancora resi  conto del profondo ed irreversibile cambiamento storico in atto in un Paese rimasto per troppi  decenni ingessato.

Eppure, il M5s era nato dichiaratamente proprio per questo:
- produrre una rivoluzione pacifica per abbattere un sistema di potere corrotto e malato  ridando speranza  a quella parte di popolo italiano sofferente che voleva uscire da un  incubo globale  per tornare vivere con dignità;
-favorire, con nuove regole, la rinascita di  un’etica e cultura in grado di erodere  quella del pensiero unico dei poteri forti e del renzusconismo attraverso   una partecipazione dal basso, utilizzando nuovi strumenti della rete;
-ricostruire un  senso più autentico di comunità e di nuova democrazia per tornare ad essere  Paese normale.
Una comunità che oggi sogna una Europa diversa, che ponga al centro gli uomini e  gli interessi dei popoli e non quelli di burocrati e dei numeri dettati, con cinica indifferenza, da  mercati e finanza.

Comunque vada a finire la questione della formazione o meno di un governo (piaccia o no l’unica opzione possibile resta quella di un accordo con la Lega), il M5s ha già iniziato da tempo, nonostante quasi tutti i media contro,  a  cambiare la vecchia visione sociale, culturale e morale introducendo nuovi percorsi e metodi destinati a modificare  profondamente vecchie dinamiche politiche.

I mutamenti apportati dal M5s erano già iniziati durante la sua azione di dura opposizione in Parlamento, fondata su una intransigenza e coerenza rispetto ai principi di onestà e trasparenza, su  quelli della partecipazione diretta dei cittadini, sia nell’elezione dei propri candidati, sia alla costruzione del programma.

Questo processo è continuato, colmando il limite di una presunta incompetenza grillina, con la presentazione recente della squadra, super-partes, di uomini competenti e giusti, nei posti giusti. Scelta comunicata agli elettori prima del voto insieme a quella di candidare, nei vari collegi, i propri rappresentanti per Camera e Senato secondo il principio della territorialità.

Sono questi valori e non, come si è sostenuto da parte di molti, la proposta del reddito di cittadinanza ad aver fatto presa sugli elettori. Roberto Fico ha ben espresso, nel suo discorso di insediamento come presidente della Camera, uno dei punti cardine di questo percorso: ridare centralità democratica  al Parlamento nelle scelte e decisioni utili a risolvere i problemi concreti dei cittadini.

In questi primi giorni del dopo voto, Di Maio ha riconfermato, non solo l'intenzione di non fare accordi al ribasso o scambi di poltrone, ma con trasparenza ha reso noto  ai  cittadini l’esito dei primi incontri con gli altri partiti.
Siamo insomma  lontani anni luce dagli incontri, in sotterranei o stanze segrete, dagli scambi di posti e poltrone tipici dei metodi della vecchia partitocrazia  uscita con le ossa rotte da queste elezioni.

Non ci saranno dunque  alleanze-inciucio   ma solo accordi sui temi e  sul programma per individuare le soluzioni  utili  ai problemi  del  Paese.
Già queste premesse  mi sembrano un buon viatico per questo nuovo viaggio che dovrebbe portare l’Italia  nella terza Repubblica.

Sarà un processo lungo, difficile, come ogni vero cambiamento, che vedrà inevitabilmente, in futuro, salvo errori gravi del movimento, ad un ulteriore ridimensionamento dei vecchi partiti sconfitti e delle loro logiche di potere e al consolidamento di un nuovo bipolarismo tra  M5s e Centrodestra a trazione leghista. Tuttavia, mi pare difficilmente contestabile che si debba soprattutto alla prima di queste due forze politiche se l’Italia sta finalmente voltando pagina.

martedì 13 marzo 2018

M5S E LEGA POSSONO CONVERGERE SU UN PROGRAMMA COMUNE

In questi giorni, pur avendo perso le elezioni,il Pd si è ritrovato comunque al centro della scena,  più per pressioni e ragioni  mediatiche che  politiche. Non mi risulta infatti che né la  Lega, né il M5s abbiano mai chiesto direttamente a questo partito  di rendersi disponibile per una alleanza di governo.

mercoledì 28 febbraio 2018

GLI UOMINI GIUSTI AL POSTO GIUSTO DI LUIGI DI MAIO

Un anno fa, pubblicavo sul mio blog un post dove sostenevo che, per governare bene, è fondamentale mettere gli uomini giusti nei posti giusti.
E’ quel che Luigi .Di Maio ha fatto oggi proponendo la sua squadra di governo ed indicando il ruolo che ogni singolo soggetto ricoprirà, nei vari ministeri, sulla base delle proprie specifiche competenze.

domenica 4 febbraio 2018

PAR CONDICIO, QUESTA SCONOSCIUTA. PERCHE’ NON INTERVIENE L’AGICOM?

In questi giorni  di campagna elettorale, mi capita di assistere a trasmissioni televisive o  talk,soprattutto al mattino, sulla 7,  dove,  alla faccia di ogni regola di par condicio,  si  “spettegola”   quotidianamente sul  M5S  in assenza totale di contraddittorio, con ospiti,  spesso fissi, della partitocrazia e nessun rappresentante del M5S.

Sono consapevole che nessuno di noi potrà mai essere, neppure il giornalista più attento e corretto, completamente obiettivo ed imparziale, ma in  alcune di queste trasmissioni si sta davvero raggiungendo il colmo di una intollerabile  faziosità e scorrettezza politica.

 Poiché mi hanno insegnato che parlare male degli assenti è già di per sé  un atto eticamente  scorretto, ne sono, francamente nauseato.
D'altra parte, anche  in altri programmi più prettamente  di informazione, la musica non cambia. Anche se in modo più sottile, si utilizzano vecchie tecniche per screditare l'intervistato, quasi sempre il  penta-stellato di turno,  con   continue interruzioni,  battutine,  domande tendenziose o  il  supporto di servizi mirati, al fine di  delegittimarne l’azione e l’immagine del partito o movimento di appartenenza sgradito al conduttore.

 Non mi soffermo sulle falsità o mistificazioni nelle notizie di  alcuni  giornali perchè sarebbe troppo lungo e questo giochino è altrettanto evidente. Qui le tecniche  variano e servono, in sostanza,come  base di partenza per veicolare alcune  notizie in alcune trasmissioni televisive,  riprese poi con enfasi  dai vari conduttori, appunto per completare questo ciclo di propaganda spesso anti M5S.

Poiché penso che la maggior parte degli spettatori non siano degli sprovveduti, data l’evidenza di questa disparità di trattamento, credo che questo andazzo  finisca paradossalmente col  favorire una crescita di consensi per il M5S. Tuttavia il problema di un  rispetto minimo delle regole che l’Agicom ha pure indicato,  per impedire questa deriva antidemocratica, rimanga e vada coraggiosamente affrontato e discusso. Non ho certamente io il titolo per farlo, lo dovrebbero fare gli organi terzi preposti e coloro che l’informazione la producono oltre che i rappresentanti di una politica onesta e rispettosa della Democrazia.
Posso solo  domandarmi come cittadino, perché l’ organismo sopra citato  resti a guardare e non intervenga.

Comunque la si pensi politicamente, credo che chi ha a cuore la correttezza, l’obiettività ed onestà intellettuale della nostra informazione, non a caso  precipitata negli ultimi posti al mondo per credibilità, non possa che indignarsi e sperare che, almeno negli ultimi giorni di campagna elettorale, qualcuno  intervenga a far  cessare questo scempio.

D’altra parte, sperare che i cittadini facciano giustizia nelle urne non mi pare comunque la via più giusta per risolvere questo problema fondamentale per la nostra democrazia. Sicuramente a medio e lungo termine, bisognerà trovare soluzioni per   riformare profondamente il nostro sistema informativo se davvero vogliamo garantire un futuro a questo Paese, già disastrato da anni di mala politica, di asservimenti al potere e di corruzione una possibilità di rinascita.

 Non esiste libertà vera se  la nostra informazione non lo è, se non ci sono  di regole che vengano fatte applicare pur garantendo la massima libertà di espressione ai mezzi di informazione. Infine  credo sarebbe utile  cercare di educare, fin dalla scuola,  il   futuro cittadino all’ acquisizione di un metodo critico di analisi della realtà politica e sociale.


Per l’immediato servirebbe invece  che gli organismi di controllo si facciano sentire  concretamente  con sanzioni  che facciano capire   che libertà di  espressione non significa che, ogni conduttore i televisivo   possa spadroneggiare in Tv, invitare chi gli pare,  senza rispettare alcuna regola e  quei milioni di cittadini che, a torto o ragione, credono e votano per un movimento di opposizione  a loro sgradito utilizzando scorrettamente la propria posizione di privilegio.

lunedì 29 gennaio 2018

DI MAIO PRESENTA I CANDIDATI “INCOMPETENTI” DEL M5S

 Si è sempre detto, in questi ultimi anni,  che l’onestà, in politica, non è sufficiente, che serve anche la competenza. Sono d’accordo: un serio programma e coperture relative, onestà e competenza, metodo di lavoro e coerenza dovrebbero essere, la bussola principale, per gli elettori più consapevoli, nella valutazione e scelta di un  partito o movimento per cui votare.

sabato 20 gennaio 2018

INIZIA DA PESCARA LA VERA CORSA VERSO IL GOVERNO DEL M5S

Fin qui si è trattato solo di qualche schermaglia con  alcuni chiarimenti su alcuni temi  programmatici di un vasto programma di governo. La campagna elettorale del M5S e il confronto con  quello che dovrebbe essere, stando ai sondaggi, il  suo unico avversario per la vittoria, stante il tracollo del PD renziano, è partita infatti con toni relativamente tranquilli..

mercoledì 22 novembre 2017

DI BATTISTA LASCIA IL PALAZZO E DA' L' ESEMPIO.

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POLITICA

M5s, Alessandro Di Battista dice addio al Palazzo. E dà l’esempio

M5s, Alessandro Di Battista dice addio al Palazzo. E dà l’esempio

i
di Angelo Mazzoleni
Ci sono moltissimi personaggi della politica italiana che farebberocarte false pur di entrare in Parlamento. C’è chi invece, per libera scelta, decide di lasciarlo ancor prima del termine dei due mandati, previsti dal non statuto del M5S. Credo stia anche in questo la differenza tra questa forza politica e la partitocrazia.